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La presentazione del libro di Anna Maria non avrà il tono formale di tante altre mie recensioni, pubblicate sulla circolare; sarà più personalizzata e a misura di famiglia. Chissà che l’esempio di questa nostra sorella non contagi altre Annunziatine, amanti della “penna” a mettersi a servizio dell’apostolato delle edizioni, tanto raccomandato dal nostro beato Giacomo Alberione!
Anna Maria ha posto mano a questo lavoro alcuni anni fa, ma solo in questi giorni è riuscita a portarlo a termine come dono a Maria, alla sua città, ma anche alle sorelle Annunziatine.
Si tratta di un’opera che ha una duplice caratterizzazione: una ricerca accurata e ben documentata, con un prezioso servizio fotografico, che soddisfa le esigenze conoscitive degli appassionati di cronistoria; e un tributo amoroso e filiale a Colei che intercede sempre per i suoi figli, li predilige e li conduce alla fonte della salvezza: il suo Figlio Gesù.
Questo secondo aspetto, tuttavia, è dominante. Lo dice Anna Maria stessa nella sua introduzione (pp. 7-8): “Credo che la maggior parte degli abitanti di Città di Castello di oggi sappia poco o nulla della storia della nostra Madonna, Patrona principale della città. Desidero intensamente che tutti la conoscano e tutti possano rivolgersi a Maria con fiducia, ne sperimentino la protezione materna e il Santuario possa tornare a essere meta di pellegrinaggi e luogo di intensa preghiera come lo è stato in passato”.
E ancora un po’ più avanti: “Scopo di questo semplice testo non è la ricerca storica, ma la memoria di fatti che hanno segnato la storia della nostra città, hanno seminato di speranza il cammino faticoso dei nostri predecessori, tenuta viva la loro fede e trasmesso a noi l’amore per la Madonna delle Grazie”. Nel Santuario della Madonna delle Grazie, che Anna Maria definisce ‘clinica dello Spirito’, la nostra sorella prega, fa pregare soprattutto i giovani, perché siano illuminati nella scelta della loro vita: c’è dunque anche un profondo scopo vocazionale nel suo cuore, e ritengo che non possiamo non sentirci solidali con lei nel chiedere belle vocazioni anche per il nostro Istituto. Il mio invito è di comprare il libro, leggerlo e farlo leggere: non si fa nessuna fatica grazie allo stile semplice, lineare, discorsivo |